Venezia, Ca’ d’Oro: il restauro del pavimento in sectile

Redazione

a cura di Alice Cutullè

Il 29 ottobre 2018 è stato un giorno che i veneziani non dimenticheranno facilmente: l’acqua alta eccezionale ha raggiunto il picco di marea a 156 cm. Nonostante il “fascino” dell’alta marea, molti edifici sono rimasti completamente allagati al piano terra per svariate ore e questo ha messo in luce diverse criticità da affrontare, tra cui sicuramente i problemi conservativi legati al pavimento della basilica di S. Marco e della Ca’ d’Oro. L’attenzione infatti si è subito concentrata sui mosaici pavimentali, che hanno inevitabilmente subito danni.
La basilica (fig. 1) è stata invasa dall’acqua salmastra fino a 90 cm per ben 16 ore: «in un solo giorno» – ha commentato il Primo procuratore Carlo Alberto Tesserin in Veneziatoday.it del 30 ottobre 2018 – «la Basilica è invecchiata di vent’anni, e forse questa è una considerazione ottimista». L’acqua ha bagnato qualche decina di metri quadri del millenario pavimento a mosaico in marmo di fronte all’altare della Madonna Nicopeia e inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen.
A Ca’ d’Oro l’acqua è arrivata a pochi centimetri dal bordo della vera da pozzo di Bartolomeo Bon del 1427 (fig. 2), imbibendo le malte che costituiscono il sottofondo pavimentale.
Nell’androne a piano terra del palazzo infatti è conservato un bellissimo esempio di pavimento in opus sectile marmoreo che copre una superficie di 350 m².
Il rivestimento pavimentale venne progettato dal barone Giorgio Franchetti, proprietario del Palazzo prima della donazione della collezione e del Palazzo nel 1916, ispirandosi alle pavimentazioni cosmatesche e della basilica di San Marco a Venezia.
Franchetti decise di non utilizzare materiali moderni, ma di servirsi di marmi antichi, tra cui il porfido rosso antico, il serpentino, il cipollino verde, il giallo antico, il pavonazzetto, il verde antico, il marmo luculleo (africano) e molti altri. Il Barone posò personalmente le varie tessere fino alla morte improvvisa nel 1922, ma i lavori continuarono rispettando il progetto originale fino all’inaugurazione del museo il 18 gennaio 1927.
Oggi grazie al Progetto Garanzia Giovani finanziato da Save Venice Inc., gli allievi dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali hanno avuto la possibilità di formarsi restaurando il sectile pavimentale di Ca’ d’Oro a Venezia. Appena calata la marea gli allievi hanno subito cercato di rimuovere con acqua il sale e hanno aspettato la completa asciugatura per riprendere il restauro iniziato due anni prima (fig. 3).
Nel 2016 è stata infatti firmata la convenzione che prevede la costante manutenzione della pavimentazione di Ca’ d’Oro (fig. 4). Le malte che tengono insieme il mosaico a contatto con il sale esplodono facendo saltare le tessere, con il rischio che vadano perse, per questo motivo bisogna intervenire con un monitoraggio costante.
Le varie operazioni che si sono susseguite si possono così velocemente elencare: riconoscimento e mappatura dei litotipi, ricollocazione di tessere rinvenute durante le manutenzioni ordinarie, rifacimento delle stuccature, consolidamento delle tessere con nanosilice, verifica qualitativa dei sali presenti prima dell’intervento, trattamento biocida, verifica della riduzione dei sali dopo il lavaggio con acqua deionizzata, test per la realizzazione di nuove maltine con cocciopesto, messa in sicurezza delle lastrine staccate dal supporto, sperimentazione di un nuovo prodotto a base di silicio per la protezione dal fenomeno dell’acqua alta.
‹Nell’emergenza gli studenti si sono dedicati a togliere i sali – dice Letizia Palazzetti, responsabile della didattica – «ma in situazioni più normali sono impegnati a sostituire le tessere di marmo troppo logorate, tagliando a mano lastrine di marmo identiche alle originali, visto che il barone Franchetti sapeva che avrebbe avuto bisogno di costante manutenzione e aveva conservato svariati blocchi di marmo originali» (M. Zicchiero. Marea record, in Corriere del Veneto, Venezia, 6 novembre 2018).
La proficua collaborazione tra Istituto Veneto e la Ca’ d’Oro, diretta da Claudia Cremonini, ha permesso inoltre di ampliare l’offerta museale, consentendo di conoscere le tecniche di manutenzione del pavimento marmoreo, grazie alle spiegazioni degli allievi e dei professori del centro di restauro.
L’intesa si spera possa durare a lungo per la salvaguardia del patrimonio artistico veneziano.

Per approfondire

  • W. ARSLAN, Venezia gotica: l’architettura civile gotica veneziana, Milano 1979, pp. 225-237;
  • M. BRUSEGAN, I Palazzi di Venezia, Roma 2007, pp. 275-279;
  • A. FASOLO, Palazzi di Venezia, Venezia 2003, pp. 16-21;
  • F. P. FIORE, Storia dell’architettura italiana: il Quattrocento, Milano 1998, pp. 200-241;
  • G. FOGOLARI, Regia Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia, Roma 1936;
  • S. MOSCHINI MARCONI, Galleria G. Franchetti alla Ca’ d’Oro: Venezia, Roma 1992.