Due meravigliosi mosaici romani risplendono ad Aquileia

Redazione

Venerdì 5 ottobre 2018 tornano al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, da poco inaugurato nella sua nuova veste, due splendidi mosaici, accuratamente restaurati in occasione della XVIII edizione di Restituzioni, il programma ideato e promosso da Intesa Sanpaolo, ed esposti fino al 16 settembre scorso alla Reggia di Venaria di Torino all’interno della mostra La fragilità della bellezza. Si tratta del Mosaico con raffigurazione di Nereide, tra i più antichi pavimenti rinvenuti ad Aquileia e uno degli esempi più significativi della ricchissima collezione musiva del Man, e del Mosaico con raffigurazione di pesci, risalente al I sec. d. C.

Il tessellato con Nereide, rinvenuto casualmente tra il 1859 e il 1860 non lontano dalla Basilica di Aquileia, raffigura una scena mitologica a soggetto marino dai colori vivaci, racchiusa entro un raffinato bordo con treccia e nastro. La scena, centrata su una figura femminile dai capelli biondi seduta su un toro bianco dalla coda pisciforme, fu interpretata fin dalla scoperta come una raffigurazione del mito di Europa, la fanciulla amata da Zeus nelle sembianze di un toro. Ed è con questo nome che il mosaico è ampiamente noto, anche se è probabile si tratti di una raffigurazione di Nereide, le mitiche ninfe che insieme ai Tritoni scortavano il dio del mare, Posidone, sedute su animali marini, quali il toro con coda di pesce del mosaico aquileiese. Il mosaico decorava una sala di una ricca domus risalente alle fasi più antiche di Aquileia; dalla stessa abitazione proviene anche il notissimo mosaico con raffigurazione di “pavimento non spazzato”, che nel nuovo allestimento del museo dialoga con la Nereide, in una nuova disposizione di grande effetto, in una delle sale dedicate alle abitazioni private di Aquileia.

Sempre a una domus appartiene anche l’altro mosaico atteso al museo per i primi di ottobre, rinvenuto nel 1963, un secolo più tardi rispetto a quello con raffigurazione di Nereide, nel quartiere settentrionale di Aquileia, in un contesto noto con il nome di Casa di Licurgo e Ambrosia. Il piccolo riquadro musivo rappresenta una scena di mare realistica di chiara derivazione ellenistica, centrata sul tema della lotta tra pesci e crostacei, un motivo molto noto nel mondo romano, ampiamente presente nei raffinati pavimenti di Pompei.


da ARTSLIFE
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