Alfonso Ciacconio. Note al convegno Die Antikenalben des Alphonsus Ciacconius in Braunschweig, Rom und Pesaro

Chiara Cecalupo


 

In October 2017, the museum Herzog Anton Ulrich of Braunschweig, promoted an important International Congress about Alfonso Chacón and his drawings of antiquities: Die Antikenalben des Alphonsus Ciacconius in Braunschweig, Rom und Pesaro. Dokumentation und Deutung antiker Skulpturen im 16. Jahrhundert. Many of the most important scholars and experts of the 16. century analyzed all the different aspects of Chacón’s work in Rome and his crucial role in rediscovering Roman, Christian and medieval antiquities at the beginning of Counter-Reformation. His drawings, now divided in three different European institutions (Biblioteca Apostolica Vaticana in Rome, Biblioteca Oliveriana in Pesaro and Braunschweig), are very useful also for reconstructing the beginning of the studies on wall mosaics in Roman churches: actually, Alfonso Chacón can be easily identified as the first scholar of modern times that had a deep interest in describing conservative state and understanding original iconography of the early Christian and medieval mosaic cycles of Rome. This congress managed to keep an eye open on this particular issue and to hopefully promote further thoughts about how Chacón influenced the following studies of ancient mosaics.

Dall’11 al 13 ottobre 2017 si è svolto, presso l’Herzog Anton Ulrich Museum di Braunschweig, il Colloquio Internazionale Die Antikenalben des Alphonsus Ciacconius in Braunschweig, Rom und Pesaro. Dokumentation und Deutung antiker Skulpturen im 16. Jahrhundert. Si è trattato di un’occasione d’incontro per gli studiosi europei di cultura dell’antico nel Cinquecento attorno alla figura del padre domenicano Alfonso Ciacconio[1]. In quattro sessioni (Der Antiquar Alphonsus Ciacconius; Zum >Collezionismo< des Cinquecento; Die Skulpturen: Identifikation, Benennung, Ergänzung; Möglichkeiten digitaler Erschliessung), il congresso ha riacceso l’attenzione sull’importanza del Ciacconio nel recupero dell’antichità classica e post-classica in età controriformistica. Particolare attenzione è stata data all’analisi del suo alto ruolo nella registrazione grafica dei reperti antichi e nel collezionismo di antichità tramite l’analisi dei numerosi disegni da lui collezionati[2]. I taccuini con queste opere si trovano oggi sparsi tra Roma (Biblioteca Apostolica Vaticana), Pesaro (Biblioteca Oliveriana) e Braunschweig e costituiscono una delle più importanti fonti grafiche e documentarie per le antichità e i monumenti nel loro stato a fine XVI secolo[3].  Questo gruppo di disegni soffre della dispersione nelle tre diverse raccolte, cosa che ne inficia la fruizione complessiva, una lacuna che il convegno in oggetto si è proposto di colmare mettendo in comunicazione le istituzioni coinvolte nella conservazione di questo frammentato patrimonio.

Da questo incontro si è percepito come il lavoro del Ciacconio abbia un respiro ampio che coinvolge molti aspetti della cultura del suo tempo, tra cui, d’interesse in questa sede, la riscoperta delle chiese paleocristiane e medievali di Roma, soprattutto nei loro apparati decorativi[4]. Un aspetto chiave dell’opera del domenicano che non è stato trascurato in questo convegno, ma che anzi ha trovato giusta valorizzazione all’interno della sezione dedicata a Der Antiquar Alphonsus Ciacconius, soprattutto grazie alla comunicazione di M. Buonocore (Tra i manoscritti di Ciacconius alla Biblioteca Vaticana) e quella di I. Herklotz (Chacòns Erforschung der römischen Kirchen), dalle quali è emersa la centralità di questo tema nel lavoro del domenicano. Definire Ciacconio “esploratore delle chiese di Roma” è calzante e a questo carattere si lega saldamente la sua opera di riscoperta e registrazione dei cicli musivi paleocristiani e altomedievali delle chiese dell’Urbe. Effettivamente si può considerare Ciacconio un antico importante “cronista” di mosaici, ancora prima di Ciampini che pure si considera la prima vera documentazione attendibile sui mosaici delle chiese di Roma date alle stampe.

Questo ricco e precoce patrimonio di iconografia musiva si rintraccia in particolare nei manoscritti della Biblioteca Vaticana (Vat. lat., 5407, 5408), raccolte composte con l’obiettivo di ampliare ed illustrare l’Historica Descriptio Urbis Romae, contenete la descrizione degli apparati decorativi di numerosissimi edifici cristiani[5]. Quel che ne resta nei manoscritti pone il Ciacconio ad un livello superiore nella materia rispetto agli altri storici contemporanei, tanto da venir preso in considerazione dai successivi studi iconografici pur non essendo mai riuscito a pubblicare. Egli infatti è indubbiamente il primo vero conoscitore dei cicli musivi parietali paleocristiani che ne indaga l’iconografia e le fonti per risalire alle cronologie originali[6]. Di grande interesse inoltre, confermandone in qualche modo il ruolo di precursore di Ciampini, sono le sue interpretazioni delle scene e le sue descrizioni dello stato conservativo delle opere.

Pregio del convegno in oggetto è stato quello di non aver tralasciato questo importantissimo aspetto dell’opera del domenicano, nonostante la centralità dell’illustrazione e dello studio della statuaria classica romana, che meriterebbe una ripresa critica globale alla luce delle nuove conoscenze e degli studi sulla riscoperta dell’architettura e dell’arte paleocristiana nel tardo Cinquecento.

 


Note

[1] Per un inquadramento generale della vita e dell’opera di Ciacconio si vedano Ruiz 1976 e Grassi Fiorentino 1980.
[2] Come già in passato sottolineato da Recio Veganzones 1968.
[3] Per un sunto dei caratteri generali del lavoro grafico di Ciacconio e della dispersione dei taccuini cfr. Grassi Fiorentino 1980.
[4] Fondamentale in questo senso la riflessione di Recio Veganzones  1974, al quale va il merito di aver riportato, primo dopo de Rossi, in auge il Ciacconio come studioso di paleocristianità. Si veda, quindi, anche de Rossi 1864 e la biografia stilata da Ferretto 1942.
[5] Recio Veganzones  1974, p. 295.
[6] Tormo 1942, ampliato in maniera assai interessante da Barrado 2007.

Abbreviazioni bibliografiche

  • Barrado 2007 = L. D. Barrado, Luci rinascimentali: lo sguardo del Ciacconio Alfonso Chacón all’iconografia paleocristiana e altomedievale della Roma scomparsa, in ArchStrRom, 127, 2007, pp. 133-176.
  • de Rossi 1864 = G. B. de Rossi, La Roma sotterranea cristiana, I, Roma 1864, pp. 14-26.
  • Ferretto 1942 = G. Ferretto, Note storico-bibliografiche di archeologia cristiana, Città del Vaticano 1942, pp. 104-119.
  • Grassi Fiorentino 1980 = S. Grassi Fiorentino, Chacón, Alonso, in Dizionario Biografico degli Italiani, 24, 1980 (http://www.treccani.it/enciclopedia/alonso-chacon_%28Dizionario-Biogra-fico%29/).
  • Recio Veganzones 1968 = A. Recio Veganzones, La “Historica descriptio Urbis Romae“, obra manuscrita de Fr. Alfonso Chacón O. P. (1530-1566), in Anthológica Annua, XVI, 1968, pp. 44-102.
  • Recio Veganzones  1974 = A. Recio Veganzones, Alfonso Chacón, primer estudioso del mosaico cristiano de Roma y algunos diseños chaconianos poco conocidos, in RACr, LI, 1974, pp. 295-329.
  • Ruiz 1976 = E. Ruiz, Los años romanos de P. Chacón. Vida y obras, in Cuadernos de filologia, X, 1976, pp. 189-247.
  • Tormo 1942 = E. Tormo, El padre Alfonso Chacón el indiscutible iniciador de la arquelogia de la arte cristiana, in Boletín de la Real Academia de la Historia, CXI, 1942, pp. 151-199.